Recensioni
Gazzetta del Sud
3 giugno 2005

"Fedeltà alla terra" di Santi Lo Giudice tra ricerca e giornalismo militante
L`uomo e la cultura del dolore

Luigi Ferlazzo Natoli


Credo che l`ultima raccolta di scritti di Santi Lo Giudice, intitolata "Fedeltà alla terra" (con il sottotitolo "Problematiche etiche e sociali", Edas, pp. 219, euro 16), possa essere letta come il seguito della precedente "Profili della contemporaneità" e che si fermava alle soglie del 2002. Nella raccolta attuale l`anno di riferimento è il 2003, ma l`autore include opportunamente, a parer mio, il saggio inedito "Prassi emancipativa e fondamenti normativi nella visione etico-sociale di Heinrich Heine". Dico opportunamente perch? riecheggiano in queste pagine - sin dall`incipit - la sofferenza dell`autore a causa della guerra che l`umanità sta vivendo nei confronti del terrorismo, che, dopo l`11 settembre del 2001, da territoriale e localizzato si è fatto globale. Nella Premessa di questo saggio si legge, infatti, che "bisogna reagire alla "sfida" del dolore e, da brutti e sporchi anatroccoli feriti, divenire cigni, persone normali, a volte anche persone speciali. ? necessario spezzare la cultura che difende l`idea che non si possa uscire dal ghetto di maltrattati e che si è condannati a fare "carriera da vittima". Il popolo, privato dell`indispensabile per una dignitosa sopravvivenza, è ridotto nelle condizioni psicologiche di un bambino che, una volta subita una violenza, guarda il sangue della sua anima lacerata come il risultato della violenza del suo destino". Come non pensare, leggendo queste parole alla tragedia dei bimbi di Beslan! E come dicevo, recensendo "Profili della contemporaneità". Lo Giudice si occupa, anche questa volta, di una molteplicità di temi, ma si tratta sempre di un impegno che si muove nell`ambito della sua ricerca filosofica. Si tratta, quindi, di un filosofo che sta sulle barricate, che propone delle soluzioni, sapendo che al filosofo spetta sempre non l`ultima, ma la penultima parola. In atto Lo Giudice insegna filosofia teoretica all`Università di Messina e divide il suo impegno tra ricerca filosofica e giornalismo di battaglia. Il leit motiv di quest`ultima raccolta è dato dal rapporto del soggetto con la terra: soggetto nella accezione etico-sociale, politica, religiosa e, quindi, esistenziale - come afferma lo stesso autore - soggetto, antropologicamente fondato, che, senza rinunciare alle sue prerogative gnoseologiche, rivendica l`importanza filosofica di un approccio passionale per la salvezza del mondo. Come osserva Francesco Bonardelli - recensendo il volume - non trascurando mai l`attualità del divenire, le tematiche vanno dalla "sensualità del pagano dietro le passioni del cristiano in Sant`Agostino, alla prassi emancipativa e ai fondamenti normativi nella visione etico-sociale di Heirich Heine; fino al rilievo e al contrasto di musica e parole tra Nietzsche, Wagner, Mann e Adorno; alla necessità biologica e alla necessità logica nello stesso Nietzsche e in Spinoza, e al rapporto tra caso e necessità in Monod, Eigen, Prigogine e Oliviero". Forse, come dicevo all`inizio, se l`uomo vuole restare al centro del creato e se non vuole perdere la guerra del terzo millennio, quella contro il terrorismo, non può prescindere da alcune riflessioni che Lo Giudice svolge sin dalla prefazione. "La notizia che nel mondo di oggi muoiono sedici bambini al minuto per mancanza di sostentamento, trova la sua ragion d`essere nel fatto certo che in altre parti del mondo sedici bambini si nutrono con ciò che spetta loro e con ciò che viene sottratto a quei bambini che invece muoiono di fame. Il fatto che un capo di Stato o di governo accumuli giornalmente rendite miliardarie dice che c`è una vasta fascia tra i sudditi che lavora per garantirgliele, magari sostentandosi con stipendi e pensioni al di sotto della soglia di povertà..." Bene: come non pensare che non è con lo strumento della guerra che si combatte il terrorismo globale, bensì con la rimozione delle cause, fra le quali certamente la fame diffusa sul pianeta terra e la povertà delle aree sottosviluppate. Qui non è in ballo la guerra tra Occidente e Islam, ma l`intesa e la solidarietà internazionale per far sì - per dirla parafrasando Lo Giudice - che non è possibile vedere in Occidente una crescente massa di bambini obesi, e nel resto del pianeta terra bimbi che muoiono di fame. Bisogna sconfiggere questo paradosso!