Recensioni
Gazzetta del Sud
3 giugno 2003

ARTE E CULTURA

Il fascino dei "due mari" nella poetica di Maria Costa

Anna Crisafulli Sartori


MESSINA - Maria Costa insieme al suo mare, quello di Riviera Paradiso (Case Basse) con la sua storia costellata di piccoli e grandi eroismi, è stata la protagonista di un incontro culturale di grande interesse nei locali dell`Associazione Motonautica e Velica peloritana, in occasione della presentazione del suo quinto libro "Scinnenti e muntanti" - Ed. Edas del dott. Antonino Sfameni, presente all`incontro. Muntanti e scinnenti sono la rema che sale dallo Jonio al Tirreno e quella che fa il percorso inverso. Dopo le parole introduttive del presidente dell`associazione, arch. Michelangelo Garufi, il prof. Giuseppe Cavarra, curatore dell`opera di cui firma la bellissima introduzione, ha illustrato al numeroso pubblico questo terzo momento significativo (dopo i libri "`A prova i `ill`ou" del 1989 e "Cavaddu `i coppi" del `93) di un itinerario poetico nel quale la Costa si esprime con "parole impregnate di sale di mare", il mare dello Stretto, regno dei venti che lei distingue in "gintili" e "fitenti". Traendo spunto dall`oralità - ha detto ancora il relatore - la poetessa ci parla del suo mondo delle Case Basse, che affettuosamente definisce "u me paisi", e dei protagonisti di una microstoria nella cui narrazione anche gli attrezzi da pesca assumono valore di testimonianza di vita vissuta. La sua cultura si configura, infatti, come memoria collettiva ponendosi quale "coscienza storica e legittimazione della tradizione". Grande interesse etno-antropologico riveste, inoltre, l`accostamento tra passato e presente, "tannu e ora". "Il libro della Costa - ha detto, poi, il giornalista Lino Amendolia - si pone tra gli eventi letterari più significativi della nostra città. In esso, al recupero del linguaggio si accompagna quello dei valori del passato, quali il rispetto, la solidarietà, il senso di appartenenza e quei "sentimenti forti" che la poetessa esprime "con voluttà affabulatrice", in un "pathos vibrante e parossistico", che suscita emozioni profonde. Il relatore ha ancora sottolineato la "forza evocatrice del verso che ci restituisce alla fanciullezza, non come nostalgia di ciò che è trascorso, ma come portentoso strumento di salvifica reminiscenza". Infine il prof. Salvatore Riolo dell`Università di Catania, dialettologo, si è soffermato sulla semantica lessicale di questa scrittura poetica i cui messaggi - ha precisato - non si esauriscono nella struttura superficiale, ma vanno ricercati nella struttura profonda. "Persona solare, serena, capace di comunicare calore umano e di stabilire un rapporto di empatia con l`ascoltatore, che ne rimane affascinato". Così il prof. Riolo ha definito la Costa. Negli intervalli, il maestro Nicola Oteri ha eseguito alla chitarra brani classici apprezzati dal pubblico.