Recensioni
Gazzetta del Sud
3 dicembre 1999

Maria Teresa Di Paola, "La democrazia dei galantuomini. Le carte Fabiano e il Cln di Messina. 1943-1945", (Edas, Messina 1998, pp. 356). Di seguito pubblichiamo una recensione dello stesso libro.

Salvatore Bottari


In un tournant della vita pubblica italiana in cui "leggere" la storia repubblicana dà luogo a lacerazioni e asperrimi dibattiti, forse è d`uopo riconsiderare l`antefatto: gli anni del fascismo, della seconda guerra mondiale, dell`immediato dopoguerra. La crisi di concettualizzazione ampie, la disputa filosofico-politica prima ancora che semantica tra antifascismo democratico e antifascismo totalitario, in realtà sono il portato di uno strumentario ideologico usurato e comunque inadeguato a decodificare realtà sfaccettate, e lo stesso proliferare delle fonti, sovente contradditorie, non rendono agevole fornire sintesi convincenti. D`altronde la storiografia più avvertita ormai da oltre vent`anni ha palesato l`esigenza di recuperare all`indagine storica nodi e tematiche estenuatisi nell`asfittico agone di una pamphlettistica dottrinaria. L`opera storiografica di Renzo De Felice e Paolo Spriano e i lavori prodotti nell`ultimo decennio da Elena Aga Rossi, Claudio Pavone, Silvio Lanaro ed Ernesto Galli Della Loggia - sia pure con un evidente diversità di toni e in una prospettiva tutt`altro che unilineare - ne sono il segno più tangibile. In questo senso i vibranti accenti autobiografici con cui Norberto Bobbio ha affrontato la questione fascismo/antifascismo in una recente intervista ("Il Foglio", 12 novembre 1999), e il clamore che ne è conseguito, non emergono dal nulla. Dalla sclerosi dei paradigmi totalizzanti e dall`inanità, sotto il profilo euristico, della contrapposizione ideologica, discende come corollario l`utilità di analisi concrete nonch? di ricerche mirate, spazialmente delimitate, volte a scandagliare l`evolversi della vicenda storica sulla scala locale. In questa direzione s`inserisce il libro di Maria Teresa Di Paola che ricostruisce, attraverso una documentazione in larga misura inedita, la ripresa della dialettica politica a Messina dopo la catastrofe bellica. La ricerca, promossa dall`Istituto di Studi Storici "Gaetano Salvemini" di Messina, si mantiene strettamente legata al dato d`archivio, e la ricca documentazione pubblicata al termine di ogni capitolo e in appendice al volume lo conferma. Il libro non è però appesantito dal suo background documentario e la narrazione, scandita da una partizione per argomenti, risulta lieve e piacevole. Innestandosi in quel filone della storia politica che tende al revival of narrative, l`autrice restituisce fatti e personaggi tratteggiando profili vividi, messe a fuoco puntuali. L`introduzione e i primi due capitoli dell`opera ricostruiscono il quadro sociale, economico e politico della città peloritana nel secondo dopoguerra, quindi viene ripercorsa l`attività del Cln a Messina attraverso vari materiali d`archivio e, per quel che riguarda il periodo compreso tra il 23 agosto e il 18 dicembre 1945, con l`ausilio dei verbali del Cln provinciale, di cui fu segretario l`avvocato socialista Franco Fabiano. Certo - e l`autrice ne è consapevole - non si tratta di materiali che fanno mutare il giudizio storico sulla stagione ciellinistica nel "Regno del Sud"; e però riordinare le tessere di un mosaico in anni cruciali per la vita nazionale, regionale e cittadina, ripristinare il quadro d`insieme, decanta le passioni, liquida le strumentalizzazioni, consente una visione serena e perspicua di avvenimenti passati che fondano il nostro presente.