Recensioni
Gazzetta del Sud 14 dicembre 2000

La Messina negli anni Trenta un innovativo centro di propulsione culturale
Un incontro con gli studenti universitari per discutere sul volume di Sergio Palumbo


L`impetuosa giovinezza di antiborghesi senza rimedio. Fascismo e afascismo nella stampa messinese degli Anni Trenta (Edas, Messina, 1999), che mette in luce il variegato e vivido mondo intellettuale giovanile degli anni Trenta che ruotava attorno ai fogli e alle riviste, vera e propria fucina di talenti e di futuri luminari destinati a diventare protagonisti del secondo dopoguerra. Il seminario è stato organizzato dalle Cattedre di Storia moderna e contemporanea della facoltà di Scienze politiche dell`Università di Messina. Il prof. Rosario Battaglia, docente di Storia contemporanea nella stessa facoltà, che ha introdotto i lavori, ha evidenziato l`importanza del volume di Palumbo per leggere la realtà messinese post-terremoto caratterizzata dalla contraddizione di un mondo economico-commerciale stagnante e di un mondo culturale dalla forte carica innovativa e di rottura che faceva della città un centro non periferico ma di grande propulsione. Matteo Pappalardo, critico musicale della "Gazzetta del Sud", si è soffermato sul mondo musicale di quegli anni sottoposto ai tentativi di censura e alle limitazioni del regime verso le sollecitazioni che venivano dall`estero, ispirando i maggiori compositori come Pizzetti, Respighi, Casella, Malipiero, e che a Messina riusciva ad avere un suo respiro grazie alla figura di un grande musicologo, oltre che giurista insigne, come Salvatore Pugliatti e al ruolo di enti come la Filarmonica Laudamo, diretta da compositori quali Manlio Marangolo e soprattutto Gino Contilli, e agli spettacoli allestiti nei Teatri Mastrojeni, Savoia e Peloro e dalla Sala Laudamo. Maurizio Ballistreri ha analizzato il diritto e l`economia nel dibattito degli anni Trenta legato al corporativismo, al ruolo statale nell`economia, ai limiti del consenso, al rapporto tra intellettuali e regime, attraverso il pensiero e l`opera di Alfredo Rocco, Giuseppe Bottai, Ugo Spirito, che si unisce idealmente ai due articoli di Angelo Falzea e Vincenzo Michele Trimarchi, pubblicati da Palumbo come testimonianza inedita di uno sguardo su quella complessa realtà. Daniele Tranchida ha rievocato, infine, il ruolo della stampa come stratificazione culturale intermedia che ci permette, attraverso la riscoperta preziosa di Palumbo (come i disegni di Giuseppe Mazzullo, Giulio D`Anna, Cagli, Prieto e gli articoli dello stesso D`Anna, Gaetano Baldacci, Bruno Zevi, Beniamino Joppolo, Paolo Alatri) di avere uno sguardo sul mondo artistico dell`epoca e di cogliere una dicotomia tra architettura tradizionale e innovativa con un funzionalismo "razionalista" che però trovava anche occasioni di nuove spinte artistiche. Un volume, quello del giornalista e critico, che ci permette - come ha sottolineato la prof. Michela D`Angelo, docente di Storia moderna alla facoltà di Scienze politiche - di vedere la città che vive un momento splendido dal punto di vista culturale, anche se senza efficaci programmi di sviluppo, un`occasione per rivedere il passato come stimolo per la crisi di oggi. L`incontro si è concluso con un vivace dibattito tra gli studenti e l`autore. (s.d.g.)