Recensioni
Gazzetta del Sud
6 aprile 2004

Il volume curato da Antonio Baglio sul convegno per i 50 anni della Uil
La sfida riformista del sindacato tra i grandi cambiamenti sociali
Federico Simonini


Qual`è la prospettiva del sindacato in Italia e nel mondo? A quest`interrogativo il libro Il sindacato tra storia e attualità (Edizioni Edas, Messina, 2002, pag. 262, euro 18) curato da Antonio Baglio, cerca di dare un contributo di analisi e di proposte. Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato il 29 e 30 settembre 2000 dall`Istituto "Gaetano Salvemini", diretto dallo storico Santi Fedele, in occasione dei 50 anni della Uil di Messina ed è dedicato a Giorgio Ballistreri, uno dei pionieri della rinascita in Italia del sindacalismo democratico nel Dopoguerra, e vuole costituire non solo un`occasione di riflessione storica, che trae spunto dalla tradizione sindacale del riformismo dell`Unione del lavoro ma, prioritariamente, un contributo a un`analisi generale sulle prospettive del sindacato in un fase segnata da grandi cambiamenti socio-economici. In questa prospettiva i saggi contenuti nel libro, opera di giuslavoristi come Alessandro Anastasi, studiosi di relazioni industriali come Piero Craveri e Maurizio Ballistreri, storici come Adolfo Pepe, Luciana Caminiti, Salvatore Costanza, Maria Teresa Di Paola, Giuseppe Miccichè, di economisti come Mario Centorrino, di ex dirigenti sindacali come Luigi Vayola, nonch? di uno dei leader storici più prestigiosi del movimento sindacale italiano come Giorgio Benvenuto, si pone quale filo conduttore il problema del rapporto tra il sindacalismo, le nuove tecnologie e la produzione post-fordista e, soprattutto, la globalizzazione dell`economia, fattori che mettono in questione la tradizionale azione sindacale basata sulla centralità della fabbrica. A tal proposito scrive Adolfo Pepe: "il sindacato si prodiga per contrattualizzare i rapporti di lavoro. Ma se i sistemi contrattuali, tra modifica del mercato del lavoro, globalizzazione, caduta delle legislazioni nazionali di sostegno sfumano, i confini della contrattazione vengono meno e si ritorna a una situazione ottocentesca di precontrattualizzazione dei rapporti di lavoro", vulnerando così quella "lunga marcia della contrattazione collettiva nella democrazia italiana", illustrata brillantemente dal saggio di Sandro Anastasi. Le riflessioni contenute nel volume collettaneo individuano, a fronte dell`alternativa posta innanzi al sindacalismo tra frammentazione corportativa (sengata anche da fiammate di antagonismo sociale) e riproposizione del sindacalismo generale e di solidarietà, il problema di una seria riconsiderazione del ruolo e delle funzioni sindacali: non solo agente del conflitto e del contratto ma anche decisore pubblico attraverso la concertazione, gestore del mercato del lavoro, agente dello sviluppo locale, erogatore di servizi collettivi sussidiari a quelli dello Stato. Mentre, come afferma Piero Craveri, particolare attenzione va dedicata da parte del sindacato alla formazione del capitale umano e all`"evoluzione delle figure professionali che stanno sul mercato del lavoro". In questa direzione la via riformista che costituisce il Dna della Uil, è una fondamentale base per ridefinire l`azione del sindacalismo nel nostro Paese. Un riformismo che storicamente ha trovato molti ostacoli, soprattutto di natura ideologica, per affermarsi in Italia e che trae le sue origini più nobili dal pensiero e dall`azione di personalità del mondo politico e sindacale come Filippo Turati, Carlo Rosselli e Bruno Buozzi, Giuseppe Saragat, Ugo La Malfa e Italo Viglianesi sino in tempi più recenti al "nuovo corso" socialista degli anni `80. E proprio in quegli anni nasceva il rilancio del riformismo sindacale in Italia, dopo oltre un decennio di conflittualità e di massimalismi. Protagonista indiscusso della nuova stagione del riformismo in campo sociale fu proprio Giorgio Benvenuto, le cui proposte, ricordate nel saggio dell`ex leader della Uil contenuto nel volume, servirono, un decennio dopo, a rendere possibile la politica dei redditi e la concertazione che hanno dato un contributo decisivo per salvare il Paese dal baratro finanziario e a consentirgli l`ingresso nella euro zone. In definitiva il libro riattualizza il metodo gradualista del sindacalismo per governare sul piano sociale e la modernità e l`innovazione tecnologica, suggerendo alle tre confederazioni di fare tesoro di quei valori del riformismo sindacale, richiamati da Maurizio Ballistreri nel libro e che "nel 1959 la socialdemocrazia tedesca, con il Programma fondamentale di Bad Godesberg, così espresse Democrazia esige cogestione dei lavoratori nelle fabbriche e in tutta l`economia. Il lavoratore deve trasformarsi da suddito dell`economia a cittadino dell`economia".