Collana: Fuori collana
Carmina Varia
Versi latini in metri diversi e carmi greci e latini tradotti con Appendice di PERGAMENE
anno2013
pagine120
formato15x21
ISBN978-88-7820-356-3
prezzo€ 15.00

Il presente volume raccoglie e ripresenta le poesie latine  –  in precedenza pubblicate dall’Autore in sedi e momenti diversi – sempre con versione ‘emulativa’ a fronte (e con le poche modifiche che sono apparse opportune). Ospita inoltre, nella finale ‘Appendice’, i testi delle Pergamene e documenti similari dedicati e donati, in occasione di manifestazioni culturali svoltesi sulle sponde dello Stretto (una a Reggio Calabria e le altre a Messina), rispettivamente a viri illustres ed a familiares.
Le nugae qui (ri-)presentate sono ovviamente differenti dalle poesiole in italiano e in dialetto sotto il profilo formale, giacché utilizzano un diverso codice linguistico e seguono schemi metrici e compositivi specifici e peculiari; ma nella sostanza non sono certo altra cosa rispetto ad esse, avendo in comune motivi ispiratori, toni, ‘atmosfere’, animus. Al riguardo è significativo il fatto che i critici spesso hanno trattato insieme delle une e delle altre, parlandone come di due facce della stessa medaglia, senza evidenziare contrapposizioni di sorta. Ecco due riferimenti precisi.  Ha scritto Antonio De Prisco (Università di Verona): “Non a tutti i latinisti accade, dopo aver per lunghi anni letto, riletto, interpretato e commentato poeti latini, di impossessarsi a tal punto della loro lingua da renderla ancora vivo e efficace strumento di comunicazione del proprio mondo interiore. Antonino c’è riuscito. I carmi latini della raccolta, scritti peraltro in versi vari, ce ne restituiscono l’immagine di un autentico maestro utriusque linguae, di chi, in altri termini, sa maneggiare con uguale perizia sia la lingua poetica latina che quella italiana” (Premio F. Tramontano, V  Edizione.  III Certamen Vergilianum, Angri,  Calamos Edizioni, 2000, p. 41). E Giuseppe Rando (Università di Messina) si successivamente così espresso: “Le poesie in latino di Grillo, tradotte in italiano dallo stesso autore, sono veri gioielli di alto artigianato compositivo. Valgono non solo come fulgidi esempi di transcodificazione […] ma confermano, per altra via, la contiguità stretta, che finisce col diventare conformità assoluta, del poeta moderno con il poeta classico: i testi restano miracolosamente in bilico tra la spinta, potentemente arcaica, della lingua latina e l’attrazione, altrettanto forte,  della contemporaneità. Talché non è insolito che il testo latino assuma intonazioni nostrane – grilliane, se si   vuole –  laddove il testo italiano riveli precise ascendenze latine (Le Effinzioni di Antonino Grillo, “Otto / Novecento” XXXIV, 2010, p. 192).