Collana: Fuori collana
Petali di vita
anno2014
pagine88
formato15x21
ISBN978-88-7820-415-7
prezzo€ 9.00

Guarda in faccia la sofferenza, Francesco Campagna. La racconta, la descrive, ne canta aspetti evidenti e sfumature nascoste. E lo fa senza mezzi termini, con la lucidità e la spietatezza di una grande, delicata sensibilità. Anche nella sua seconda raccolta, che segue a distanza di un anno Sospiri e pensieri, il giovane poeta messinese mette a nudo un’anima costantemente alla ricerca dell’incontro con la felicità. Un incontro che sembra non arrivare mai, in quanto l’intensità della richiesta – figlia com’è di una straripante e commovente umanità – è quasi sempre troppo forte per trovare una risposta adeguata. Tuttavia, Francesco non smette di inseguirla, la felicità. Anche quando le sue parole sembrano dare voce a uno sconforto pressoché definitivo, infatti, esse mostrano chiaramente una matrice fortemente volitiva, affettivamente ansiosa, trionfalmente vitalistica. Emerge, così, una prospettiva dal sapore a tratti schopenhaueriano, caratterizzata dal volontaristico desiderio di un eden degli affetti che non trova mai realizzazione e, talora, dal desiderio che la ricerca si arresti, consapevole che l’obiettivo non è raggiungibile, o che forse si raggiunge, paradossalmente, senza desiderarlo più. Questo è quello che potremmo definire un primo asse del mondo 6 

poetico che sembra emergere dalla raccolta. L’altro è costituito dalla denuncia dell’ipocrisia e della falsità. La denuncia, cioè, degli atteggiamenti che mortificano chi si accosta al prossimo con animo sincero e spontaneo incontrando, questa volta, non la pur schietta freddezza del rifiuto ma l’apparente lusinga di un accoglienza che non tarda, però, a mostrare il suo vero volto, fatto spesso di utilitarismo e strumentalizzazione dell’essere umano. Il ‘cuore spezzato’, allora, lascia il posto al ‘cuore freddo’, a un inverno dell’anima apparentemente senza fine: la stagione del disincanto, del letargo dell’anima. Tuttavia, sotto il ghiaccio della sofferenza, del dolore e della disillusione si ha la netta impressione che continui a pulsare una natura potenzialmente lussureggiante di florida vegetazione dei sentimenti. Uno scrigno prezioso di amore e invito alla condivisione che aspetta solo di essere aperto per far mostra di sé e delle sue ricchezze. Uno scrigno il cui interno luminoso viene già rivelato nella sua luminosità dalla lettura delle poesie della raccolta. 

Di certo, Francesco ha tanto, tantissimo da dire ai cuori che sanno ascoltarlo. La sua, anzi, costituisce una vera e propria teodicea della comunicazione affettiva: un’apologia del sentimento e della sua sacrale, salvifica valenza nella vita dell’uomo. 

Cesare Natoli