Collana: Fuori collana
MARIO MANGANARO
...un disegnatore generoso
autore AA.VV.
anno2018
pagine232
formato21x30 cartonato
ISBN978-88-7820-485-0
prezzo€ 50.00

Oggi mentre guardo il solito panorama dalla nestra dello studio, mi sembra ci sia qualcosa di nuovo; vedo dondolare un palloncino bianco fra il verde intenso degli alberi della collina di fronte. Altri ve ne sono di colori diversi in fondo alla strada che scende a tornanti dalla costruzione dalle tegole rosse, appollaiata in cima, quasi del tutto circondata dagli alberi.
È probabile siano i resti della festa di un bambino che ha festeggiato qualche ricorrenza.
Ho disegnato altre volte la collina, cercando un’angolazione tale che gli alberi coprissero la casa, che ha un aspetto banale, ma ora la disegnerei per il palloncino. Mi pongo il problema di come rappresentarlo, di come renderlo visibile, un punto bianco tra il verde scuro delle foglie.
Il tempo per essere distratto da una banalità quotidiana e il palloncino è già scomparso. Infatti si intravede del movimento dietro gli alberi; stanno facendo le pulizie lungo il vialetto di accesso alla villa. 

 

Mi sembra di aver disegnato da sempre. Da quando l’ho fatto con maggiore coscienza il mio oggetto di interesse si è indirizzato in prevalenza verso le architettura della città. Mi è sempre sembrato naturale disegnarle; è certamente anche un modo per studiarle e in qualche misura ricostruirle, indagare i rapporti con le architetture vicine e l’intorno o capire il meccanismo compositivo con cui si sono sviluppate, spesso sotteso e poco evidente a prima vista.

Disegno per imparare a con gurare altre architetture, che potrebbero anch’esse stare in una parte di una città. Disegno anche per tenermi in esercizio e questa attività dà un senso anche alla mia presenza, se non altro perché con il disegno ci si appropria di qualche cosa, seppur impalpabile, del luogo.

(...)

Ho chiuso gli occhi per ssare meglio l’immagine del palloncino che spinto dal vento si avvicinava e alzandosi spariva dondolando alla vista. L’ho disegnato a memoria sul foglio, quando ormai era scomparso.
Allora ho pensato di parlare quest’anno al convegno di Lerici non tanto dei disegni più recenti delle città, ma di quelli che faccio insieme agli studenti della facoltà in cui insegno, situata proprio ai piedi della collina anzidetta. In questo modo anche il luogo del disegno assume un senso più ampio e più profondo, immagino, almeno per me. E spero anche per gli studenti.