Collana: Abralia
Un fuoco da accendere
anno2004
pagine48
formato13x19
ISBN0
prezzo€ 5.00

Parlando di silenzio e di saggezza mi avvicino alle caratteristiche peculiari della poesia di Vittoria Gigante.
Nei suoi scritti un linguaggio chiaro, lineare, cristallino: la poesia traspira dal suo corpo – anima – mente – cuore.
La poesia di Vittoria Gigante, costellata di silenzio, di essenzialità e di preghiera, tratta tematiche che ad un occhio frettoloso ed incompetente possono sembrare semplicistiche, ma che invece toccano argomenti di imponente spessore e descrivono con raffinata sensibilità le lacerazioni e il desiderio di pace a cui l`animo anela.
Già Seneca aveva avvertito la necessità di trovare una via che conduca alla tanto agognata tranquillitas: ma se l`illustre filosofo latino indicava come unico rimedio nel ‘De tranquillitate animi` il fuggire da ogni sorta di sentimento, sia esso portatore di gioie che di dolori, Vittoria Gigante trova serenità e appagamento nella luce della preghiera, entrando in contatto con la propria intimità.
La poetessa si "chiude" dunque nel "castello interiore" che Santa Teresa D`Avila aveva ben descritto, ma la sua non è una fuga dal mondo, bensì un trovare il luogo sereno e solitario della meditazione da dove, in un secondo momento, potrà aprire e varcare le "porte del castello" ed imboccare la strada dell`empatia.
Dunque poesia satura di risonanze interiori, ma anche acuta, vigile, attenta alle degenerazioni della società, e soprattutto amara.
Vittoria Gigante sente infatti su di sè le angosce e il disagio di un`epoca che sta sconvolgendo la scala dei valori e che si perde giorno dopo giorno.
E quando la felicità appare come una meta irraggiungibile, quando la conoscenza non conduce a verità stabili e indiscutibili, quando l`arte non porta a termine il compito di mostrarci il miracolo del mondo, quando la morale non riesce a liberarci dal formalismo, quando la storia ci insegna che la violenza non verrà mai eliminata e la ragione umana incappa nel limite delle sue capacità, allora il dolore di questo vivere può essere riscattato affidandosi con tutte le forze a quella insaziabile sete di Assoluto e di Infinito che è parte strutturale di ogni uomo.
I "perché" posti in questa poesia restano senza risposta, tutto scorre in una logorante ricerca, in un continuo perdersi e ritrovarsi.
Poesia postasi alla ricerca della verità che, sublimandosi nella dimensione interiore, sconfina nell`infinito che è dentro ogni uomo, in quanto fornito di un Io-anima.
E là, nel profondo, tale poesia libera e liberatrice, in contatto contemplativo con l`Es, riemerge purificata, semplice e chiara.
È questa la poesia di Vittoria Gigante, un inebriante mistero che comunica parole intense, immediate, a fior di pelle.
L`animo del lettore non può far altro che accoglierla e ritrovarla nel suo io, interpretandola, talvolta evolvendola, talvolta lasciandola immutata.
La poesia è infatti parola "rivelata", che si completa nell`animo del lettore.
La parola è radice, è fondamento, che vaga in una condizione spazio-tempo satura di tutte le memorie, memorie che si lacerano e gioiscono nella poesia.
Questa poesia, acqua sorgiva-fonte, è propria di Vittoria Gigante: in essa la preghiera e la meditazione si intersecano abbracciandosi l`una all`altra, nella crescente inesausta ricerca di verità, nell`accettazione totale della Fede, che attraverso il perenne travaglio dell`uomo conduce a Dio.