Collana: Abralia
Ballata di li spiriti
(Ballata degli spiriti)
anno2004
pagine48
formato13x20
ISBN0
prezzo€ 5.90

Nella Ballata degli spìriti l`autore dà voce ai fantasmi che gli frullano nella mente e nel cuore: presenze arcane che gli narrano vicende appartenenti ad una storia che vede da una parte i potenti (Donna Teresa la principessa, il marchesino Filiberto, il figlio del barone libertino e dissoluto) e dall`altra la massa dei diseredati che, lungo le pendici dell`Etna, debbono fare il diavolo in quattro per sbarcare il lunario (Peppa la mavara, Venera Scatàscia madre di tredici figli, la ragazza del popolo che, sedotta dal figlio del barone, vede tutti i suoi sogni annegare nel fondo di una cisterna). Sunt lacrimae rerum, verrebbe da dire col poeta. Ne nasce una scrittura in cui la parola dialettale si rifiuta ai formalistici ghirigori dell`evasione e s`impegna con tutta la sua forza a disegnare lo sgomento del vivere nelle sue diverse stratificazioni. Tutto sommato, una poesia in dialetto che mette da parte la nostalgia e viene, di sequenza in sequenza, precisandosi come ricerca delle radici di un discorso che al poeta preme fare per entrare nel circolo di una poesia a misura d`uomo. Una poesia in cui il "sentimento del tempo", ungarettianamente, prende corpo insieme col "sentimento della memoria" per convalidare l`esistenza delle cose: «non le cose in sé, naturalmente […] ma, pronte al richiamo del pensiero che le ricordi, le immagini delle cose» (S. Agostino).