Collana: Abralia
Carusanza
anno2004
pagine64
formato10.5x20
ISBN0
prezzo€ 8.50

Carusanza raccoglie testi scritti in prevalenza negli ultimi tre anni. Come sempre avviene per la poesia, ogni testo ha subìto nel tempo ritocchi e sistemazioni che, in qualche caso, hanno mutato il volto originario della silloge senza stravolgerlo.
Laboriosa la vicenda del titolo. Il primo era Paìsi (Paese) che ad un certo punto ci è sembrato piuttosto scontato. Prima abbiamo optato per Sdirrupuni (Rovine), a dire gli inevitabili intoppi che sempre segnano la vita degli uomini; poi, constatando che in termini di consapevolezza il discorso veniva ruotando sempre più intorno ai ricordi, la preferenza è andata a Carusanza, termine che a Limina indica l`età compresa tra l`infanzia e l`adolescenza.
Ci sono idee che ci ronzano per la testa per anni: un misto di amarezza, di delusione, di ribellione, di speranza. Vengono i momenti in cui più certa si fa la coscienza di navigare nel vuoto. Dove prendere un po` di calore per sciogliere il ghiaccio in cui il giorno ci rinserra? In quanto abbiamo capitalizzato negli anni può allora verificarsi una reazione a catena, in cui ciò che più conta è la possibilità di penetrare nella struttura dei processi che si sono verificati al nostro interno, capire certi nessi tra quelle che lo psicologo chiama le "stimolazioni d`ingresso" e le "reazioni d`uscita", formulare ipotesi circa la natura di quei processi, i loro elementi, le loro connessioni, le loro proprietà. Ci siamo allora ricordati delle parole di Barthes: «L`uomo strutturale prende il reale, lo scompone, poi lo ricompone». È ciò che fa il poeta. È il suo destino: non può non farlo.
Noi l`abbiamo fatto ponendoci agli antipodi di ogni atteggiamento irenico e idillico, stringendo in poche parole esperienze da cui abbiamo visto germogliare il nostro senso della vita. Riscoprire luoghi, fatti e persone appartenenti alla nostra "carusanza" oggi significa per noi ritrovare un arco di tempo fitto di piccoli eventi che ieri scandivano i ritmi di un vivere chiuso nella sua essenziale semplicità e oggi ci restituiscono una visione drammatica della storia. (g.c.)